Tiramisù in allattamento: caffè e alcol, cosa sapere
Finita la gravidanza, il tiramisù torna sul tavolo — ma in allattamento ricompaiono due piccoli dubbi: il caffè e l’eventuale liquore. La questione delle uova crude, qui, è meno critica che in gravidanza, ma vale comunque la regola del buon senso. Vediamo i due punti uno alla volta.
Il caffè
La caffeina passa in piccola parte nel latte materno. In quantità moderate è in genere considerata compatibile con l’allattamento, e quella contenuta in una porzione di tiramisù è tutto sommato ridotta. Se però sei già al limite con i caffè della giornata, o noti il tuo bambino particolarmente irrequieto, puoi semplicemente preparare la bagna con un caffè decaffeinato: il sapore resta, la caffeina no.
L’alcol
Qui l’attenzione è maggiore. A differenza di una torta, il tiramisù non viene cotto: l’alcol del liquore nella bagna non evapora e resta nel dolce così com’è. In allattamento la soluzione più serena è anche la più semplice — fare il tiramisù senza liquore. Non perde nulla, anzi: moltissime versioni classiche l’alcol non lo prevedono affatto.
E le uova crude?
In allattamento il rischio legato alle uova crude riguarda te, non direttamente il bambino, ma resta comunque buona pratica preparare il tiramisù con uova pastorizzate — ecco come pastorizzarle — o nella versione senza uova. Un’attenzione che vale sempre, allattamento o no.
Per il resto, goditi la tua fetta: decaffeinato, niente liquore, uova in sicurezza, e sei a posto. Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, come sempre, sentire il medico è la mossa giusta. La base da cui partire la trovi nella ricetta del tiramisù.